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Mi chiamo Vinicio Peluffo, ho trentasette anni. Sono da sempre appassionato di politica e ho avuto la fortuna e l’onore di fare una bellissima esperienza come Responsabile esteri (dal 1994 al 1997) e come Presidente nazionale (dal 1997 al 2001) di Sinistra giovanile. Dal 2002 al 2007 sono stato Assessore allo sport e allo sviluppo economico del Comune di Rho. Dal 2007 sono responsabile della Segreteria politica di Walter Veltroni. Nel 2008 sono stato eletto deputato nella lista del Partito Democratico, circoscrizione Lombardia 1.


 

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29 settembre 2008

Un disastro chiamato Expò

Sono alcuni mesi che, con altri colleghi, denunciamo quotidianamente la disastrosa gestione dell'Expò 2015, non da ultimo il rischio di infiltrazioni camorristiche. Una grande opportunità come questa rischia per incapacità (nella migliore delle ipotesi) di diventare un boomerang incredibile per Milano e per tutta l'Italia. Oggi ho avuto una conversazione con Affari italiani da cui è venuta fuori questa intervista. Spero che aiuti ad alzare la soglia di attenzione su una questione centrale per il nostro paese. 

Expo/ Vinicio Peluffo ad Affaritaliani.it: "E' un disastro. Rischia di essere il più grande ingorgo della storia"
Lunedí 29.09.2008 16:17

 

di Fabio Massa


Vinicio Peluffo
L'Expo è il suo cavallo di battaglia (politica). Vinicio Peluffo, onorevole del Pd e stretto collaboratore di Veltroni, accoglie con preoccupazione le ultime notizie sull'Esposizione: nella prossima finanziaria sono previsti ulteriori tagli a un bilancio già risicatissimo. Ad Affari  spiega: "Non si può più perdere tempo. E' un disastro. L'Expo rischia di essere il più grande ingorgo della storia dell'umanità..."

Onorevole Peluffo, parliamo di soldi. Ci sono oppure no?
Vorrei fare una premessa. Siamo a sei mesi dall'assegnazione dell'Expo a Milano, il 31 marzo di quest'anno, e ancora non c'è uno straccio di governance. Questo è il primo dato. La delegazione del Bie attende di poter venire in Italia per fare una visita, e questo appuntamento viene continuamente rimandato. Sarà che non abbiamo nulla da fargli vedere?

E per quanto riguarda i soldi?
Prima dell'estate è stata approvata la manovra triennale, nella quale la cifra totale è di 1484 milioni di euro, che però vengono ripartiti in modo strano.

Cioè?
Nei prossimi tre anni sono stanziati 134 milioni. I rimanenti sono spalmati nei quattro anni successivi. Insomma, viene invertito l'ordine che normalmente si segue per far partire la progettazione e i cantieri. Abbiamo presentato un emendamento per riportare "alla normalità" l'ordine di queste cifre. A questo aggiungiamo che nei primi dati che si hanno rispetto alla finanziaria c'è un taglio degli investimenti, tant'è che alcune infrastrutture date per consolidate potrebbero risultare a rischio. In conclusione...

In conclusione?
E' un disastro. E poi c'è la questione della Tem.

Cosa succederà sul fronte della Tangenziale Esterna?
Al momento c'è il rischio che il giudice dia ragione all'alleanza di imprenditori lombardi che ha presentato ricorso. Se questo dovesse avvenire pure quell'opera non vedrà la luce entro i termini, ovvero il 2014. Rischiamo che la gara venga annullata e fatta da capo. Con ritardi intollerabili.

Diamo una valutazione politica.
Intanto ci sono questi sei mesi buttati inutilmente per lotte di potere tutte interne al centrodestra, a livello nazionale e a livello locale, tra Comune di Milano e Regione Lombardia. Ora abbiamo superato il tempo massimo. Dobbiamo fare in fretta e dare vita a questa governance. E bisogna farlo nel modo più chiaro e trasparente possibile. Non c'era bisogno di inventarsi formule astruse. I modelli erano e sono due: quello delle Olimpiadi di Torino e quello della governance duale, proposta da Penati attraverso Affari. (LEGGI L'INTERVISTA)

Quali sono i rischi?
Il rischio massimo è che l'Expo diventi il più grande e il più lungo ingorgo della storia. Credo che dobbiamo fare in modo che questo non accada. Non possiamo perdere neppure più una settimana.

Passiamo al capitolo 'ndrangheta e infiltrazioni mafiose negli appalti dell'Expo.
Noi abbiamo fatto un'interrogazione urgente al governo che però non ha ricevuto risposta. La ripresenteremo in commissione. Abbiamo chiesto quali sono gli intendimenti del governo nell'immediato, abbiamo sollecitato la costituzione della governance e abbiamo indicato la necessità di avere un organismo terzo che possa vigilare e dare degli elementi di certezza e di trasparenza.

Casero, intervistato da Affari (LEGGI L'INTERVISTA), dice di no, che è una cosa inutile.
Noi insistiamo, perché riteniamo che sia opportuno e necessario. Dovrebbe invece esserci una preoccupazione bipartisan.


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25 luglio 2008

EXPO 2015: GOVERNO COMMISSARIA MORATTI

(ANSA) - ROMA, 24 LUG - 'Per l'Expo di Milano, il governo disegna una governance confusa con troppi organismi i cui confini di competenza sono labili ed incerti. Tutto questo dopo aver accolto i nostri ordini del giorno che andavano in tutt'altra direzione, mortificando cosi' il Parlamento, e firmando il decreto soltanto a poche ore dalla scadenza del termine. Un risultato dovuto essenzialmente alla estenuante mediazione fra gli interessi particolaristici interni alla maggioranza'. Lo affermano i deputati del Pd Emanuele Fiano e Vinicio Peluffo, i quali sottolineano che anche per quanto riguarda i finanziamenti il governo non ha accolto la proposta di invertire la temporalita' in modo da 'consentire una pronta apertura dei cantieri e la ragionevole possibilita' di completarli nei tempi previsti'.
'Sui finanziamenti - spiegano gli esponenti del Pd - rimane la previsione di 134 milioni di euro nei prossimi tre anni e di 1354 nei 4 anni successivi. Sul versante della governance si sceglie di nominare alla guida della societa' di gestione un amministratore unico, anziche' il consiglio d'amministrazione da piu' parti auspicato. Inoltre, si nomina il Sindaco di Milano Letizia Moratti come commissario straordinario fino al 2016, nonostante il primo mandato della Moratti si concluda nel 2011'.
'Quindi - osservano Fiano e Peluffo - da una parte si prospetta una certezza sicura nella rielezione della Moratti nel 2011, non scontata, pero' dall'altra parte, la Moratti stessa viene commissariata con la presenza di addirittura 10 rappresentanti del governo su 16, come membri del comitato di pianificazione'.
'Un risultato - concludono i due deputati - che premia la trattativa sotterranea tra le varie anime della maggioranza e penalizza Milano, il suo territorio, la sua autonomia, la trasparenza delle scelte e la possibilita' di controllo'.
(ANSA).


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22 luglio 2008

ILLUSTRATO L'ORDINE DEL GIORNO SULL'EXPO

                  
               
                 Testo dal Resoconto stenografico in corso di seduta

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Palagiano. Nonostante il cambio di Presidente anche lei non ha avuto bisogno del richiamo della campanella.
L'onorevole Peluffo ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/1386/226.

VINICIO GIUSEPPE GUIDO PELUFFO. Signor Presidente, colleghi deputati, l'assegnazione dell'Expo del 2015 a Milano è una vittoria dell'intero sistema Paese ed è stata ottenuta attraverso la collaborazione istituzionale tra il Governo innanzitutto, presieduto allora da Romano Prodi, la regione Lombardia, la provincia di Milano, ovviamente il comune di Milano, che ha guidato il comitato di candidatura, e gli altri soggetti coinvolti, quali la Camera di commercio e la Fondazione Fiera Milano. Si è trattato di collaborazione tra istituzioni guidate da maggioranze diverse, che hanno però cooperato pienamente nella fase della promozione della candidatura.
Dal 31 marzo, e cioè dal giorno della designazione di Milano, si respira però un'aria diversa, tant'è che è lecito chiedersi dove sia finita quella collaborazione istituzionale. È di qualche giorno fa una convocazione del Presidente del Consiglio che, rivolta al sindaco di Milano e al Presidente della regione Lombardia, ha dimenticato il Presidente della provincia. Se la collaborazione è tra tutte le istituzioni, tutte le istituzioni devono essere coinvolte. Questo è soltanto un esempio e lo faccio notare perché, se la collaborazione tra istituzioni è stata così importante per vincere la sfida della candidatura, segnalo che la parte più difficile della vicenda legata all'Expo inizia proprio adesso. È infatti adesso che bisogna realizzare i padiglioni dove sorgerà l'Expo, adesso che bisogna realizzare le infrastrutture collegate, tutte quelle infrastrutture cioè inserite nel dossier di candidatura, per la realizzazione delle quali il Governo italiano, il nostro sistema Paese si è impegnato con il Bureau Internazionale delle Esposizioni. Sette anni per realizzare tutte queste infrastrutture sono in realtà pochi. Del resto, l'Expo sorgerà vicino alla nuovo polo fieristico di Fiera Milano, inaugurato nel 2005. Segnalo che abbiamo ancora i cantieri aperti delle infrastrutture collegate: sette anni sono davvero pochi.
L'ordine del giorno in oggetto verte specificamente sull'articolo 14 del decreto-legge 112; un articolo così snello da risultare in realtà abbastanza scarno, tanto da rimandare quasi tutto ad un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Su questo DPCM c'è innanzi tutto una questione di tempi: mancano pochi giorni allo scadere del mese entro cui doveva essere emanato e c'è da domandarsi perché ciò non è ancora accaduto. Sono forse giuste le voci sulle divisioni della maggioranza rispetto all'impostazione di questo DPCM? È giusta l'impressione che viene dalla lettura della stampa locale, con le uscite gli uni contro gli altri di esponenti del Popolo delle Libertà al vertice degli enti locali lombardi, in primis regione Lombardia e comune di Milano? La sollecitazione che rivolgiamo al Governo è che venga emanato prima possibile tale DPCM (adesso sembra possa essere cosa delle prossime ore), perché siamo già in ritardo. Del resto doveva giungere anche una delegazione del BIE agli inizi di luglio ed è stata rimandata.
Ci sono ulteriori due questioni che riguardano il DPCM e l'articolo 14 del provvedimento, contenute nell'ordine del giorno in esame. Una riguarda la governance, l'altra i finanziamenti.
Per quanto riguarda la governance: perché non si è puntato su una governance duale per quanto riguarda la gestione dell'EXPO? Sarebbe stato molto semplice: un comitato di sorveglianza o un comitato di gestione che avrebbe potuto garantire una governance semplice, efficace e limpida, anziché quella delineata dalla bozza del DPCM, la quale ha confini molto labili e confusi, tra società di gestione, comitato di indirizzo e programmazione, commissario straordinario e tavolo istituzionale per gli interventi complessivi. È uno schema che, nel complesso, rischia di non funzionare, proprio perché non indica con precisione le responsabilità.
Un'altra domanda - sempre seguendo quanto riportato dalla stampa sulla bozza del DPCM (mi scuso se cito come fonte la stampa, ma sono le uniche informazioni a nostra disposizione) - è la seguente: perché nel comitato di programmazione e di indirizzo, che dovrebbe essere costituito da tredici membri, più della metà - sette - sono espressione del Governo, cioè sono Ministri o loro delegati? È una sorta di commissariamento del comitato di programmazione e di indirizzo dell'EXPO, è una lottizzazione che deve tenere conto di tutte le sensibilità di questa maggioranza di Governo. Non dovrebbe essere il territorio, protagonista?

PRESIDENTE. La prego di concludere.

VINICIO GIUSEPPE GUIDO PELUFFO. Infine, due ultime questioni.
Innanzitutto, il commissario straordinario: dalla bozza non si capisce se è il sindaco pro tempore di Milano (come era previsto), o il sindaco pro tempore di Milano oggi fino al 2016 (cosa che sarebbe irrituale).
Infine, per quanto riguarda i finanziamenti, nell'articolo 14 si parla di 134 milioni di euro nei prossimi tre anni e di 1352 nei quattro anni successivi. Per realizzare in tempi rapidi i lavori ed i cantieri, bisognerebbe invertire ed aumentare i finanziamenti (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

VIDEO ILLUSTRAZIONE


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permalink | inviato da vpeluffo il 22/7/2008 alle 17:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

9 luglio 2008

Expo 2015: “Bene coinvolgimeno Rho e Pero ma subito Governance

                       
Sono soddisfatto per l’impegno assunto dal Ministro Vito sul coinvolgimento dei Comuni di Rho e Pero che avevo proposto nell’interrogazione presentata al Governo. Non capisco però il temporeggiare del Governo nel nominare gli organismi di gestione delle attività, compreso il Tavolo Istituzionale, per l’expo 2015. La manovra economica del 25 giugno prevede già un Decreto del Presidente del Consiglio per tali nomine, senza necessità di altri passaggi parlamentari, eppure ancora nulla è successo.
L’impressione è che il Governo sia troppo occupato a risolvere le proprie beghe interne, come testimoniano le profonde divergenze tra esponenti del PDL alla guida delle istituzioni locali lombarde, per occuparsi dell’Expò. Il Governo sciolga subito il dubbio se sarà, come si augura, una “governance collegiale”, attraverso un CDA, o tramite un Amministratore unico, espressione di un canto a voce unica del Sindaco Moratti.
Inoltre in riferimento all’Art. 14 della manovra economica non sfugge al comma 1, che i finanziamenti previsti siano distribuiti in maniera asimmetrica: 134 milioni di euro nei prossimi 3 anni e 1352 nei quattro anni successivi.
Invece sarebbe più che opportuno incrementare ed accelerare subito i finanziamenti, in modo da avviare immediatamente tutti il avori per la costruzione delle infrastrutture necessarie.
Per questo abbiamo presentato degli emendamenti alla manovra finanziaria.

 Resoconto della discussione alla Camera dei Deputati

Video della discussione

 

4 giugno 2008

Lavorare insieme al territorio


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Dal 15 giugno tutti i sabati mattina ufficio aperto con i cittadini. Un modo per ascoltare le persone e coinvolgere il territorio nelle istituzioni. La cosa, sembrerà strano, non è molto diffusa dalle nostre parti, tanto da suscitare curiosità e l'interesse de Il Giorno che ieri ha pubblicato un bel pezzo in proposito.

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